RIFLESSIONI DI E DA UN PAZIENTE

Pur correndo il rischio di sembrare ripetitivo, non posso fare a meno di confermare una volta di più, anche in questo breve scritto, quanto io sia innamorato del mio lavoro. Mi capitano spesso degli episodi che segnano la mia memoria e che davvero mi danno una spinta a fare sempre meglio. Talvolta queste circostanze si palesano in momenti di particolare stanchezza, o magari in momenti in cui mi capita di sentirmi energeticamente un po’ scarico. Poche sere fa ho finito un po’ tardi in studio, come succede abbastanza spesso ultimamente, e come di consueto a fine seduta ho conservato alcuni minuti per dare la possibilità al mio paziente di poter condividere le impressioni e le sue sensazioni riguardanti il lavoro appena svolto insieme. Ebbene, le sue parole mi hanno davvero colpito: al di là del beneficio generato dal trattamento, ha voluto esprimermi la sua ammirazione e il suo stupore per la meravigliosa complessità del corpo umano. Ha poi aggiunto che riteneva davvero una fortuna conoscere degli strumenti manuali che permettano l’interazione col corpo, una fortuna che noi operatori in effetti possediamo. Le sue parole e il tono con cui le ha espresse hanno fatto sì che nella mia mente si generassero una serie di riflessioni. Innanzitutto ho iniziato a provare una immensa gratitudine: sebbene io ami molto quello che faccio, capita a volte inevitabilmente che il vortice della quotidianità o alcuni momenti di stanchezza, come si diceva poco sopra, possano allontanare un po’ dalla bellezza del mio mestiere. Penso non sia reale nè autentico non ammettere che non sempre siamo al 100% delle nostre energie e del nostro entusiasmo!!! Anche i più accaniti sostenitori del pensiero positivo e dell’equilibrio incrollabile a mio parere provano talvolta un calo di motivazione!!! L’importante però è avere la benedizione di poter cogliere dei segnali che fanno da riaccensione, fungono cioè da aria vitale e nuova, utile a recuperare e onorare il proprio Daimon. Il Daimon secondo lo psicologo James Hillman è ciò che ci caratterizza, ciò che anima la nostra vita e ci permette di realizzare la nostra missione in questa dimensione. Ecco allora il grande valore che le parole del mio paziente hanno avuto per me: ricordati di onorare il tuo Daimon, svolgi uno dei lavori più belli del mondo, ti prendi cura delle persone! Forse in altri interventi ho parlato di quanto questo possa però essere pericoloso, perchè foriero talvolta di una malagestione del proprio ego e della crezione di un sentito di onnipotenza da parte di chi si occupa della cura degli altri. Nel momento in cui però si hanno la possibilità e la capacità di modulare correttamente la propria posizione nei confronti del percorso di guarigione delle persone, davvero si apre un mondo meraviglioso di sostegno e accompagnamento a queste ultime. Vorrei poi ricordare che il contatto che avviene costantemente tra le mani di un fisioterapista e il corpo della persona trattata crea una sinergia e un unicum che verosimilmente giova al paziente, ma crea grande benessere anche all’operatore: tra esseri umani si verifica un costante scambio energetico, talmente intenso da andare ben oltre i ruoli di operatore-paziente. Mentre rientravo a casa quindi ho davvero provato una grande gioia e un ritrovato entusiasmo, che forse erano un po’ offuscati dall’orario di cena e dall’appetito! Al di là delle battute culinarie, vorrei concludere dicendo che ascoltare le persone, avere la volontà di cogliere in chiunque motivi di riflessione e accrescimento personale può dare grandi soddisfazioni, anche in momenti di stanchezza e bassa energia. Grazie quindi a tutti coloro che più o meno volontariamente fanno da rinfocolatori motivazionali!!!


Commenti